Milieu d'anarchia
La prima menzione della parola « anarchia » ammonta ai " Sette contro Tebe ", in bocca alla fiera Antigone che rivolgendosi alla folla proclama di non aver " vergogna di mostrare alla città quest'atto di anarchia ", riferendosi alla determinazione nel seppellire il fratello nonostante la proibizione posta dai governanti. L' « anarchia » di cui parlarono in quest'occasione Eschilo e Sofocle era pertanto un fiero sentimento di ribellione individuale all'organizzazione collettiva nel nome di qualcosa di più alto, incomprensibile al freddo cuore dello Stato (" il più freddo di tutti i mostri ", per Nietzsche). Da quest'origine letteraria, il termine passa alla politeia , assumendo un connotato spregiativo: tanto Platone quanto Isocrate ne parlano come dello stato più degenerato possibile della convivenza comunitaria e sociale, coincidente col tramonto di ogni autorità " che s'insinua nelle dimore private e si estende fino alle ...