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Visualizzazione dei post da 2023

1922 - Rivoluzione all'italiana

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Durante il Ventennio, il 28 ottobre era festa nazionale, in quanto anniversario della rivoluzione fascista . Longanesi sosteneva che gli italiani pensano di poter fare la Rivoluzione col permesso dei carabinieri, e il caso calza a pennello, perché quella del 28 ottobre fu una vera rivoluzione all'italiana: una rivoluzione in vagone-letto , quello preso da Mussolini la sera del 29 da Milano per giungere a Roma la mattina del 30 e poter così accettare l'incarico di formare un nuovo governo direttamente dalle mani di Sua Maestà.   Questa fu la vera "rivoluzione fascista" che consentì il formarsi del ventennale Governo Mussolini: un affare di palazzo, che portò il Re a temporeggiare sullo stato d'assedio consigliato dal primo ministro Facta nei confronti delle camicie nere adunatesi a Roma, per poi defenestrarlo e assegnare l'incarico governativo al leader del partito di quelle camicie nere. Diceva d'altronde sempre Longanesi (" In piedi e seduti ", ...

Milieu d'anarchia

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La prima menzione della parola  « anarchia »  ammonta ai " Sette contro Tebe ", in bocca alla fiera Antigone che rivolgendosi alla folla proclama di non aver " vergogna di mostrare alla città quest'atto di anarchia ", riferendosi alla determinazione nel seppellire il fratello nonostante la proibizione posta dai governanti. L' « anarchia »  di cui parlarono in quest'occasione Eschilo e Sofocle era pertanto un fiero sentimento di ribellione individuale all'organizzazione collettiva nel nome di qualcosa di più alto, incomprensibile al freddo cuore dello Stato (" il più freddo di tutti i mostri ", per Nietzsche). Da quest'origine letteraria, il termine passa alla  politeia , assumendo un connotato spregiativo: tanto Platone quanto Isocrate ne parlano come dello stato più degenerato possibile della convivenza comunitaria e sociale, coincidente col tramonto di ogni autorità " che s'insinua nelle dimore private e si estende fino alle ...

Il Che tra guerriglia e T-shirt

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Il 14 giugno 1928 nasceva l'argentino Ernesto Guevara de la Serna , soprannominato Che Guevara (o anche solo il Che ) per via di un intercalare che usava spesso nella sua parlata. Passato alla storia quale rivoluzionario comunista e terzomondista, principale artefice, assieme a Fidel Castro , della rivoluzione cubana  culminata nella nascita della Cuba socialista nel 1959, Guevara sarà destinato per paradosso a diventare un'icona pop del grande consumismo capitalista, campeggiante su ogni T-shirt radical-chic che si rispetti. Un'icona mediatica e consumista paragonabile solo al logo della Coca-Cola. In ciò, pur senza sua colpa (non osiamo immaginare cosa penserebbe dinanzi allo spettacolo), Che Guevara è l'ideale metafora della degenerazione del comunismo nel " partito radicale di massa " post-moderno.  Eppure, nella sua breve vita piena di avventura come di ombre, Che Guevara rimane emblema più tipico di quello slancio idealistico spinto financo al martirio c...